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LA STORIA
La Thai Boxe o Boxe Tailandese, o ancora, Muay Tay, deriva da una antichissima lotta Thailandese, la Mae Mai. Questa era un'arte di combattimento reale che si usava sui campi di battaglia, e comprendeva anche l'uso di armi bianche di vario tipo. I guerrieri Thailandesi erano molto temuti e rispettati per le loro capacità di combattenti.
Da questa micidiale arte nasce la Thai Boxe, versione sportiva e meno cruenta. E subito si diffonde tra i Thailandesi a tutti i livelli, dal re al popolo.
Nel 1930 vengono inserite regole tratte dalla Boxe, rendendo gli scontri meno cruenti grazie sopratutto all'adozione dei guantoni (e di tecniche pugilistiche di


braccia), dei round e delle categorie di peso. Questo apre la strada ad una Thai Boxe agonistica.
Attualmente la Boxe Tailandese è una delle arti marziali più diffuse nel mondo, e praticata come sport nazionale in Thailandia, dove gli allievi la incominciano da giovanissima età, anche grazie all'opportunità di guadagno che offrono gli inconti.

LA TECNICA
La Boxe Thailandese non è un'arte marziale per tutti. La preparazione fisica, la determinazione a sopportare il dolore e la fatica, e sopratutto tibbie robuste, sono caratteristiche che no possono mancare a chi voglia intraprendere quest'arte seriamente.
I micidiali colpi di tibbia, sopratutto alle gambe (low kick) sono una delle sue caratteristiche principali (ormai riconosciuti efficaci e assorbiti da tutte le altre arti marziali agonistiche) Altra caratteristica è l'uso delle ginocchiate, molte volte afferrando prima la testa dell'avversario e tirandola verso il ginocchio. I gomiti anche fanno parte del combattimento di questa arte, ma non sono sempre permessi in agonismo, perchè troppo devastanti.


Attualmente è considerata una delle arti più dure ed efficaci, assieme ad esempio al Brazilian Jujitsu.
Come difetti possiamo dire che nell'agonismo non sono contemplate la lotta, le proiezioni e le leve.